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18 aprile 2015

Migranti, Ritorno Volontario Assistito dall’Italia al Perú

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Elena Bonanini

Il tema del ritorno è stato oggetto negli ultimi anni di accurate analisi che hanno visto coinvolti sia organizzazioni internazionali e regionali sia il mondo politico e accademico. Tra le numerose iniziative e conferenze sul tema, i processi consultivi regionali sono da ritenere tra i più proficui in termini di risultato poiché, attraverso la creazione di reti informali, contribuiscono ad alimentare la cooperazione infra-statuale e partecipano all’elaborazione dei principi guida. La migrazione di ritorno è un argomento rilevante nel discorso attuale politico, sia come possibile fine di progetto di vita di un migrante o come un obiettivo del paese di destino (o del paese di origine).I

Le politiche di ritorno volontario sono misure volte ad assistere la decisione di ritorno di un migrante al suo paese d’origine, facilitarne i preparativi e il reinserimento nella società una volta rientrato in patria. II

Il Ritorno Volontario Assistito, RVA, è un programma che dovrebbe consentire al migrante ritornare in modo consapevole al proprio paese di origine in condizioni di sicurezza e con un’assistenza adeguata.

Gli antecedenti di questo programma in Europa ci rimandano alla crisi petrolifera degli anni Settanta. Dopo la crisi paesi come Francia, Germania, Paesi Bassi e Belgio svilupparono programmi che incoraggiavano il rimpatrio dei migranti nei rispettivi paesi d’origine.iii Alcuni, come il caso francese (1980), comprendevano meccanismi per la reintegrazione al ritorno da programmi di formazione nel paese di origine e aiuti economici per lo sviluppo di progetti imprenditoriali.

A livello europeo, dopo un primo impegno comune nell’identificazione di norme minime per l’attribuzione della qualifica di rifugiato, direttiva 2004/83/CE e direttiva 2005/85/CE, l’attenzione è stata posta da un lato sull’incoraggiamento del ritorno volontario assistito, in particolare tramite la decisione 575/2007/CE,iv che istituisce il Fondo Europeo per i Rimpatri e la direttiva 2008/115/CEv, che è rappresenta un primo passo verso una politica comune dell’immigrazione nell’Unione.

Un altro importante attore internazionale è l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, che da diversi anni si occupa di programmi di ritorno volontario assistito in collaborazione con i paesi di origine e di destino.

I destinatari di questi programmi sono principalmente i migranti a cui viene negata la richiesta di asilo o migranti che si trovano in situazione di irregolarità.

Questi programmi si propongono di aiutare il migrante sia nel paese di destino che di origine per ottenere una reinserimento nella società di origine consapevole ed efficace.

Generalmente i programmi prevedono: servizi di counselling individuale ed orientamento al ritorno;
l’organizzazione del trasferimento, attraverso un servizio di biglietteria e logistica personalizzato; l’assistenza al rilascio dei documenti di viaggio presso i rispettivi consolati dei paesi di origine degli interessati; l’assistenza presso gli aeroporti di partenza;
 l’erogazione di una indennità di prima sistemazione; corsi di formazione professionale.

Il Perú è un caso di studio interessante dato che la crisi economica europea è concisa con un miglioramento della situazione economica nel paese e si registra una forte migrazione di ritorno. Inoltre, secondo l’INEIvi l’Italia è il quarto paese con maggior affluenza di emigranti dal Perú, con una presenza di 246,208 peruviani nel territorio italiano.vii

Il Perù ha attraversato molti cambiamenti negli ultimi anni: demografici, economici e sociali. L’economia peruviana, grazie ad un processo di riforme economiche strutturali e di stabilizzazione, iniziate negli anni Novanta, è cresciuta costantemente nel corso degli ultimi due decenni. Crescendo ad una media annuale del 5% nel corso degli ultimi dieci anni, e negli ultimi cinque anni ad un tasso del 7% annuo, una tendenza che continua ancora oggi.

L’informazione di cui possiamo disporre per conoscere i tassi di migrazione nel paese sono principalmente il censo sulla popolazione e gli alloggi e i registri amministrativi, come per esempio il registro migratorio di entrate e uscite dal paese di peruviani e stranieri per mezzo della Tarjeta Andina de Migraciones.

In base alle statistiche negli ultimi dodici anni sono rimpatriati 232, 559 peruviani provenienti da diverse parti del mondo.

Significativamente, 45,0% della popolazione, cioè 104, 705, ha fatto ritorno a partire dal 2009, probabilmente a causa della crisi economica e finanziaria nelle principali economie del mondo. Il 71% di essi ha un età compresa tra i 15 e i 49 anni.

Secondo i dati dell’OIM, il ritorno dei peruviani è associato alla possibilità di ritornare al loro ambiente familiare e continuare il loro progetto personale, al fine di contribuire allo sviluppo della loro comunità, e quindi del paese attraverso il pieno esercizio della cittadinanza peruviana.

In Italia la Rete Italiana per il Ritorno Volontario Assistito (RIRVA)viii dal 2009, grazie al finanziamento del Ministero dell’Interno e del Fondo Europeo per i Rimpatri, promuove una maggiore informazione ed una migliore attuazione della misura del ritorno volontario assistito attraverso la costruzione di una rete nazionale di punti di informazione e consulenza ad enti, associazione e migranti.

Nel 2013 l’OIM realizzato tre programmi di RVA: Asilum, iniziativa rivolta ai cittadini di paesi terzi presenti in Italia, irregolari o a rischio di irregolarità ix; Remploy III, iniziativa rivolta ai cittadini di paesi terzi residenti in Italia in condizioni di estrema vulnerabilità e lavoratori cittadini di paesi terzi a rischio di irregolarità x; Partir IV, iniziativa rivolta ai cittadini di paesi terzi residenti in Italia in condizioni di estrema vulnerabilità. xi

Lo stato peruviano ha promulgato due leggi a favore del ritorno volontario assistito. La prima risale al 2004: la legge n. 28182, Ley de Incentivos Migratorios xii, che ha come fine quello di promuovere il ritorno dei peruviani all’estero per dedicarsi ad attività professionali e/o imprenditoriali, stabilendo incentivi e azioni che favoriscano il ritorno e generino un lavoro produttivonel paese.

Per stimolare il ritorno di imprenditori che vogliano tornare a investire nel paese d’origine all’articolo 3 stabilisce una serie di beni che sono esenti di tassazione, per esempio: articoli per la casa, sino a 30mila dollari e un veicolo a motore, sino a 30mila dollari; strumenti professionali, macchinari, atrezzature sino a 100mila dollari.

Per poter beneficiare di questa legge l’articlo 4 stabilisce che il cittadino residente all’estero deve aver vissuto fuori dal paese non meno di cinque anni e manifestare per iscritto il suo desiderio di beneficiare della legge all’autorità competente.

Tuttavia in otto anni hanno potuto beneficiare di questa legge solo lo 0.5% dei ritornanti dato che era diretta esclusivamente ai compatrioti che decidevano di tornare al Perú per intraprendere attivitá professionali o imprenditoriali.

Il collegamento tra la migrazione e l’occupazione è una dimensione fondamentale nel rapporto tra migrazioni internazionali e lo sviluppo economico, in quanto è uno strumento importante per favorire la riduzione della povertà e di interesse per i responsabili politici dei paesi d’origine come di destino di origine.xiii Per l’Organizzazione Internazionale del Lavoro la migrazione pone ai governi uno dei problemi politici più complessi. La migrazioe lavorativa, anche di breve periodo, provoca cambiamenti sociali e politici che implicano l’elaborazione di una serie di misure economiche e sociali che concernono diversi ambiti come la sanità, l’educazione e i servizi sanitali locali.xiv

Come suggerisce l’OIL, l’obiettivo delle politiche migratorie dovrebbe promuovere l’occupazione, tutelare e promuovere il benessere dei migranti, implementare i servizi di supporto ai migranti e massimizzare il potenziale di sviluppo che trae la migrazione lavorativa per mezzo di una gestione migratoria integrale che accompagni il migrante in tutte le fasi della migrazione. È necessario che vi siano politiche e istituzioni che sviluppino programmi che favoriscano la cooperazione tra paesi emissori e paesi recettori, i migranti e le loro famiglie.xv

Data la scarsa efficacia della legge n. 28182, nel 2013 è stata promulgata una nuova legge, Ley de reinserciòn ecònomica y social para el migrante retornado n 3001 xvi, che propone un appoccio piú inclusivo. Il fine di questa nuova legge è di facilitare il ritorno dei peruviani residenti all’estero, indipendentemente dal loro status migratorio, attraverso incentivi e attività per promuovere un adeguato reinserimento economico e sociale. Sono ammissibili per i benefici fiscali della legge, le persone di nazionalità peruviana di diciotto anni, che desiderano tornare nel paese e che abbiano risieduto all’estero senza interruzioni per un periodo non inferiore a quattro anni, così come quelli che sono stati costretti a tornare a causa della condizione di illegalità nello stato di destino e abbiano soggiornato all’estero senza interruzione per due anni.

Nonostante la legge n 3001 abbia un approccio più inclusivo della precedente, disponendo sia benefici tributari che forme di reinserzione sociale ed economica, non risulta tuttavia soddisfacente.

Oltre agli stati di origine e di destino, alle organizzazioni internazionali un ruolo importante nell’assistere il migrante è giocato dalle ONG. Per quel che concerne la migrazione di ritorno dall’Italia negli ultimi anni sono stati sviluppati diversi progetti. Menziono due progetti in particolare: il progetto Perú Migrante e il progetto Dos Orillas.

Nel febbraio 2011 inizia il progetto Perú Migrantexvii, cofinaziato dall’Unione Europea e dalla ong ProgettoMondo Mlal, l’obiettivo principale dei tre anni del progetto è stato quello di ridurre il livello di vulnerabilità legale, sociale ed economica dei migranti peruviani attuali o potenziali verso l’Unione Europea e in particolare verso l’Italia. Al progetto hanno partecipato come soci o collaboratori la ong peruviana Forum Soliedaridad Perú, la Fondazione ISMU e la Defensoria del Pueblo xviii, la Red Peruana de Migración y Desarrollo, cosí come altre organizzazioni dei familiari dei migranti nel Perú, associazioni di peruviani in Italia e la Universitá Antonio Ruiz de Montoya.

Inizialmente il progetto ha cercato partner locali in ogni regione di priorità stategica come Lima, Junín, La Libertad e Arequipa, che Questi partner locali oltre ad occuparsi della tematica migratoria le sue linee politiche che fossero sensibili alle questioni di genere e ai diritti umani. Date le diversità culturali e sociali delle diverse regioni le strategie adottate dal progetto sono state differenti. Le organizzazioni si sono occupate di incorporare e visibilizzare nell’agenda pubblica della regione la tematica migratoria, sensibilizzare e informare la società civile, promuovere il dialogo e la cooperazione tra gli attori involucrati. Una linea importante del Progetto Perú Migrante è stato l’incidenza pubblica mediante workshops, programmi radio, fiere informative, materiale di diffusione. Una parte di questo progetto è stata dedicata a formare specialisti nelle tematiche migratorie mediante il diploma in Migrazioni e politica Pubblica, insegnato nella Università Ruiz de Montoya. Parallelamente in Italia, prevalentemente in Lombardia, Piemonte e Liguria essendo le regioni con maggior numero di migranti peruviani, è stato fatto un lavoro di informazione sui diritti e i doveri dei migranti. È stata realizzata una guida per far conoscere le diverse tappe: partenza, arrivo, ritorno.

Il progetto Dos Orillasxixnasce dalla collaborazione di dodici ONG Italiane e internazionali specializzate in interventi di co-sviluppo, in occasione del bando “Progetti Paese” promosso da Fondazione Cariplo. Il progetto si articola in tre anni d’intervento, 2011-2014, ed è stato sviluppato in Lombardia e in Perú.

L’Associazione Solidarietà Paesi Emergenti, ASPEm xxnell’aprile 2014 ha pubblicato il risultato di una delle iniziative che sono state fatte nel quadro di questo progetto: Experiencia de Orientación Gratuita Legal y Psicológica a Migrantes y sus Familiares en el Centro de Orientación del Municipio de El Augustino.xxi

L’obiettivo del documento oltre a far conoscere il lavoro che è stato realizzato è di evidenziare una realtà che non è compresa pienamente dallo stato. Lo scopo del progetto è stato quello di informare la popolazione dei diversi aspetti del fenomeno migratorio realizzata per mezzo di un programma radiofonico in collaborazione con l’Istituto di Difesa Legale, workshops e seminari. Il servizio offerto nel Centro di Orientamento era incentrato in consulenze legali, psicologiche e imprenditoriali. Sono state effettuate 710 consulenze a 608 beneficiari, dato che la stessa persona poteva richiedere consulenza per differenti problemi. Le donne rappresentano la maggioranza dei beneficiari del progetto.

Generalmente i principali problemi affrontati durante le consulenze riguardano ciò che concerne l’intorno familiare del migrante, sia per gli aspetti psicologici che legali, o problemi relativi a situazione di irregolarità dei familiari che vivono all’estero.

Il Peru si trova in un processo di costruzione della politica migratoria. Vi sono molti problemi irrisolti come l’inadeguatezza della legislazione vigente, la mancanza di fondi dello stato destinati a finanziare la reinserzione sociale ed economica del migrante che porta spesso a non offrire un’assistenza immediata; disinformazione o scarsa informazione in materia migratoria anche da parte delle istituzioni competenti xxii, lo scarso interesse dal punto di vista psicologico del migrante; la convalidazione dei titoli ottenuti all’estero; la mancanza di personale qualificato nelle istutuzioni incaricate di gestire le politiche migratorie, la mancanza di servizi integrali e multidisciplinari.

Victoriano Villanueva Bolaños, Presidente dell’Associazione Peruviani in Italia, in un’intervista conferma che l’attuale legislazione in materia migratoria è il risultato di duri anni di lotta. I benefici elencati nella legge 3001 a favore dei compatrioti che decidono di ritornare non sono rispettati. Inoltre vi è una scarsa efficacia dei consolati peruviani all’estero. Da diversi anni viene sollecitato al governo di stipulare un accordo bilaterale col governo italiano per recuperare i contributi versati all’Inps durante il soggiorno all’estero, accordo che non è ancora stato sancito.

La migrazione internazionale è una parte di una rivoluzione transnazionale che sta rimodellando le società e la politica di tutto il mondo. Non è più così marcata la vecchia dicotomia tra stati di emigranti e stati di immigrati. xxiii

Per quel che concerne il Perú forti periodi di emigrazione si sono avuti durante gli anni d’instabilità politica ed economica mentre negli ultimi anni ha sperimentato una forte immigrazione, sia di peruviani che desiderano ritornare sia di stranieri che vogliono investire in Perú. Le circostanze attuali richiedono un impegno da parte dello stato peruviano di migliorare la sua politica migratoria, non solo per quel che concerne i compatrioti che decidono di ritornare ma anche per gli stranieri che decidono di risiedere in Perú. La Ley de extrangería vigente è anacronistica e inadeguata a rispondere alle necessità del contesto attuale. La legge infatti risale al 1991 anche se nel 2006 sono state apportate alcune modifiche.

Anche se è quasi paragonabile a un mito, il ritorno ha effetti rilevanti nella vita quotidiana dei migranti.xxiv

Il paese d’origine sarà sempre il luogo dove si può tornare. Il ritorno però può essere percepito come un’anomalia se non un fallimento dell’esperienza migratoria, come una parte del progetto migratorio che avviene una volta che sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati nel paese di destino o come una fase provvisoria della vita del migrante.

Nonostante la crescita economica degli ultimi anni vi è un gap significativo nella distribuzione della ricchezza del paese. Il salario minimo mensile è di 750 nuevos soles pari a quasi 288 euro. Il divario è molto alto dal punto di vista dell’accesso all’istruzione e sanitario.

La migrazione ha delle ricadute su uno o più membri della famiglia, sulle strutture e sulle dinamiche, sui codici e sui ruoli del nucleo parentale originario. xxv Per molti la decisione di espatriare è stata presa per migliorare la situazione economica familiare. Gli anni all’estero però oltre a modificare la struttura familiare hanno aggravato le relazioni all’interno del nucleo familiare, specialmente quando è partito solo un membro della famiglia.xxvi

Ritorno e reintegrazione sono due momenti distinti di un unico processo che deve essere concepito in forma integrale per poter essere efficace. La capacità di reintegrarsi nella società d’origine dipende dalle condizioni che motivano il ritorno, dal contesto istituzionale del paese d’origine e dalle aspettative nutrite all’inizio dell’esperienza migratoria. Per far sì che le politiche di ritorno siano realmente efficaci è di fondamentale importanza conoscere le condizioni personali e familiari per definire il profilo dei rimpatriati e progettare strategie che ne facilitino il ritorno e la reintegrazione.

Generalmente i paesi di origine e di destino offrono un unico programma in cui i potenziali beneficiari si distinguono solo in base alla loro condizione di regolarità o irregolarità, di età, insieme a possibili elementi la vulnerabilità socio-economica.

Se l’obiettivo finale dei programmi è di conseguire un ritorno sostenibile, il poterne beneficiare non dovrebbe rispondere principalmente alla situazione amministrativa del migrante. Si dovrebbe prestare una particolare attenzione alla raccolta di informazione sul fenomeno del ritorno non solo assistito ma anche spontaneo per vedere come migliorare i programmi e far si che siano più inclusivi e garantiscano un adeguato sostegno per la reintegrazione nel paese d’origine.

Conoscere la motivazione che spinge i migranti a rimpatriare così come le aspettative al loro rientro sono elementi essenziali per comprendere se il ritorno potenziale verrebbe concepito e percepito, come successo o fallimento della loro esperienza migratoria. Queste percezioni sono cruciali nel determinare le reali possibilità di promuovere il rientro per chi non lo aveva inizialmente previsto e per conoscere le circostanze che renderebbero il ritorno effettivamente sostenibile.

 

 

 

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i Cassarino Jean-Pierre, Condition of Modern Return Migrants – Editorial Introduction, in “International Journal on Multicultural Societies”, 10, 2008, pp. 95-105.
ii Mármora, Lelio, 2002, Las políticas de migraciones internacionales, OIM-Paidós, Buenos Aires.
iii Plewa, Piotr, 2012, “The Effects of Voluntary Return Programmes on Migration Flows in the Context of the 1973/84 and 2008709 Economic Crises”, Comparative Population Studies, vol.37, num. 1-2, pp. 147-176.
ivhttp://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/16/0810_decision575.pdf
v http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32008L0115&from=IT
vi Istituto Nazionale di Statistica e Informatica
vii Al primo posto ci sono gli Stati Uniti, al secondo la Spagna e al terzo l’Argentina.
viii http://www.reterirva.it/
ix http://www.italy.iom.int/images/pdf/SchedaAUSILIUM.pdf
x http://www.italy.iom.int/images/pdf/SchedaREMPLOYIII.pdf
xi http://www.italy.iom.int/images/pdf/SchedaPARTIRVI.pdf
xiihttp://www.mintra.gob.pe/migrante/pdf/ley_incentivos_migratorios.pdf
xiii OECD (2007), Dayton-Johnson, J., Katseli, L. T., Maniatis, G., Münz, R. y Papademetriou, D.: Gaining from Migration Towards a New Mobility System, Development Centre.
xiv Abella, M.: “Policies and Institutions for the Orderly Movement of Labour Abroad”. ILO BriefingPaper, ILO, Geneva, 2000, p. 85.
xv Marco multilateral de la OIT para las migraciones laborales. Principios y directrices no vinculantes de las migraciones laborales basada en derechos. OIT, 2007.
xvi http://www.peru-embajada.cz/files/ley-30001.pdf
xvii http://www.perumigrante.org/
xviii La Defensoria del Pueblo è un organo costituzionale autonomo dello stato peruviano. Si occupa di proteggere i diritti fondamentali delle persone e delle comunità.
xix Due sponde
xx http://www.aspemitalia.it/it/
xxi Esperienzia di orientamento gratuita legale e psicológica a migranti, e ai loro familiari nel centro di orientamento del municipio di El Augustino. Il distretto di El Augustino appartiene geograficamente e politicamente alla provincia e dipartimento di Lima. È ubicato ad est della capitale peruviana.
xxii Per esempio, per quel che concerne i dati quantitativi l’Istituto Nazionale di Statistica e Informatica sino alla promulgazione della legge sulle pari opportunità del 2007 non effettuava un informazione differenziata per sesso.
http://www.mimp.gob.pe/files/direcciones/dgignd/informes/2007-Informe_LIO.pdf
xxiii Castles, S, and Miller, M.J. (2010), The age of migrations, Palgrave McMillan, p. 7.
xxiv Boccagni, P. and F. Lagomarsino (2011) Migration and the global crisis: new prospects for return? The case of Ecuadorians in Europe, Bulletin of Latin American Research, 30, p. 462.
xxv Ferrucci F, Processi e impatti della migrazione. L’esperienza di chi resta in tre famiglie peruviane, Tesi dottorato di ricerca, 2012
xxvi Ansion J., Mujica L, Villacorta AM, Los que se quedan. Familias de emigrados de un distrito de Lima. CISEPA, 2008