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20 giugno 2010

Dall’underground ad un nuovo concetto estetico: le SickGirls

Ridisegnare il concetto di stile, proporre tramite l’uso del corpo una nuova estetica, apparire come “ragazze della porta accanto” che però puoi trovare sparse nel web, con un concetto morale e artistico ben diverso dall’immagine di una semplice donna della porta accanto, questi e altri sono i propositi rivoluzionari delle SICKGIRLS.
Uno spazio web fatto di blog, foto, video e tanto altro e come protagoniste le SickGirls, le nuove icone alternative che nascono dall’underground, che racchiudono le culture sub-urbane con un particolare amore per l’immagine delle amate PinUp.
Sono fotomodelle che più che divertirsi e sfruttare la ormai subdola cultura dell’apparire, svuotano lo stesso concetto con la rottura dei canoni prestabiliti. Quindi nessuna regola fisica, nessuna restrizione culturale e morale, piuttosto una esaltazione ironica degli stessi difetti fisici e non, quasi una satira personale degna comunque di una grande intelligenza.
Le SickGirls, impazzano sul web con i loro tattoo, le loro foto “forti”, i loro capelli colorati e i loro stili personali, dalle pinup, al punk passando per il goth e dark in un concetto stilistico che propone tutto ciò che difficilmente può trovarsi sulle pagine dei giornali o in tv.
Eppure quel limite è stato in parte valicato, sono apparse su molti quotidiani, in molte trasmissioni tv e molto altro.
Non c’è nulla di invisibile e niente che non sia stato visto.
Le stesse, propongono uno show-live di burlesque, il famoso e vecchio spettacolo di streap femminile, ma in chiave moderna quindi, con l’ironia e il gioco di liberarsi di un reggiseno con il sorriso più che con una posa ammiccante, facendo del teatro in vero old-style.
Parliamo comunque di “nudo” esposto con un meccanismo e concetto diverso da ciò che si può credere o pensare, il famoso “vedo non vedo”.
Sono molte le chiavi di lettura del concetto sickgirl e molte sono le analisi che possono condurci persino a confronti con la storia delle donne nei secoli.
L’utilizzo dell’immagine è sfruttato particolarmente dal web e dal sito correlato http://www.facebook.com/l/9d3f3_bzWwmlX6CIpP1s9Vba5KQ;sickgirl.it.
Ci si trova effettivamente davanti a ragazze della porta accanto, studentesse, lavoratrici, fotografe, qualsiasi tipo di professione e di studio, ma tenendo da parte le loro professionalità si capisce che il filo conduttore è l’alternativa estetica che influenza in ogni modo anche uno stile di vita. Disdegnano l’immagine delle veline, delle pupe, delle meteorine, quindi la figura femminile come sfruttamento mediatico.
La loro idea è totalmente diversa, il reggiseno non è più sfilato come cornice ad un femminismo di lotta, ma come presa in giro, esaltazione del fare quello che si vuole, senza tabù e costrizioni, esponendo i difetti (se ci sono) per farli apparire pregi, piacevoli imperfezioni del corpo.
Ed è questo che forse rivoluziona di più l’immagine rispetto all’esaltazione di canoni lontani o underground.
Non siamo davanti a fotografie che ritraggono un corpo quasi nudo che ammicca sensualmente all’altro sesso, ma un corpo che si esprime in concetti fotografici nuovi,(fatti di piccole storie: set) che non trascendono volgarmente nell’erotico o nel pornografico. Un concetto, un nuovo concetto estetico,non c’è nulla di nuovo in un nudo corpo femminile, l’arte ce ne ha regalati tanti e ne regala ancora tantissimi, ma il nuovo sta nell’esaltazione di ciò che spesso viene dispregiato dalla cultura mediatica-televisiva-occidentale, quindi viene elogiato il difetto o la non-perfezione, una taglia che non è necessariamente la 40, un seno che non è forzatamente rifatto, il tutto racchiuso in una armonia moderna di colori e di messaggi alla generazione giovanile.
La SickGirl piace principalmente a se stessa, si decora il corpo con tattoo (non necessariamente!) porta gli abiti come meglio crede e come vuole, colora i capelli e li acconcia secondo un piacere personale, ed è da questo piacere che cresce l’armonia della stessa fotografia che la cattura.
Pensiamo per un attimo a ciò che può significare per le nuove generazioni tramortite da modelli alieni e da regole fisiche stereotipate e fissate dal diavolo televisivo.
Penso che ad una adolescente possa far meglio la visione di una fotografia simpatica di Sickgirl, piuttosto che una puntata televisiva delle Pupe affiancate dai secchioni, che nei salotti televisivi mezze nude recitano Montale.
La sickGirl oltre a presentare una nuova estetica, dove il nuovo sta per “nuova proposta mediatica che fino a poco tempo fa era rilegata nell’underground”, racchiude in se l’intelligenza di una donna del nostro secolo, che ha una bocca per parlare, a differenza delle viste e riviste creature femminili che sfruttano la sola immagine.
Nei loro blog ci sono poesie, pensieri, riflessioni sulla società odierna, sul lavoro, sulle donne, il tutto spesso in chiave ironica, ma è la stessa chiave di lettura della loro immagine che traina quella che io ho definito “la nuova estetica”.
Non c’è rottura con le donne della storia, è una semplice evoluzione dalla contemporanea PinUp degli ani ’50 alle “nuove donne” dei nostri giorni.
E in questo spazio temporale veloce, storico e spesso ostico, si intrufolano le sickgirls e le nuove donne che hanno fatto dell’alternativa uno stile di vita, rompendo le solite strutture estetiche del bello e del perfetto (relativo), partendo dagli ambienti culturali anticonformisti, e facendone di questi una nuova idea figurativa.Ridisegnare il concetto di stile, proporre tramite l’uso del corpo una nuova estetica, apparire come “ragazze della porta accanto” che però puoi trovare sparse nel web, con un concetto morale e artistico ben diverso dall’immagine di una semplice donna della porta accanto, questi e altri sono i propositi rivoluzionari delle SICKGIRLS.
Uno spazio web fatto di blog, foto, video e tanto altro e come protagoniste le SickGirls, le nuove icone alternative che nascono dall’underground, che racchiudono le culture sub-urbane con un particolare amore per l’immagine delle amate PinUp.
Sono fotomodelle che più che divertirsi e sfruttare la ormai subdola cultura dell’apparire, svuotano lo stesso concetto con la rottura dei canoni prestabiliti. Quindi nessuna regola fisica, nessuna restrizione culturale e morale, piuttosto una esaltazione ironica degli stessi difetti fisici e non, quasi una satira personale degna comunque di una grande intelligenza.
Le SickGirls, impazzano sul web con i loro tattoo, le loro foto “forti”, i loro capelli colorati e i loro stili personali, dalle pinup, al punk passando per il goth e dark in un concetto stilistico che propone tutto ciò che difficilmente può trovarsi sulle pagine dei giornali o in tv.
Eppure quel limite è stato in parte valicato, sono apparse su molti quotidiani, in molte trasmissioni tv e molto altro.
Non c’è nulla di invisibile e niente che non sia stato visto.
Le stesse, propongono uno show-live di burlesque, il famoso e vecchio spettacolo di streap femminile, ma in chiave moderna quindi, con l’ironia e il gioco di liberarsi di un reggiseno con il sorriso più che con una posa ammiccante, facendo del teatro in vero old-style.
Parliamo comunque di “nudo” esposto con un meccanismo e concetto diverso da ciò che si può credere o pensare, il famoso “vedo non vedo”.
Sono molte le chiavi di lettura del concetto sickgirl e molte sono le analisi che possono condurci persino a confronti con la storia delle donne nei secoli.
L’utilizzo dell’immagine è sfruttato particolarmente dal web e dal sito correlato http://www.facebook.com/l/9d3f3_bzWwmlX6CIpP1s9Vba5KQ;sickgirl.it.
Ci si trova effettivamente davanti a ragazze della porta accanto, studentesse, lavoratrici, fotografe, qualsiasi tipo di professione e di studio, ma tenendo da parte le loro professionalità si capisce che il filo conduttore è l’alternativa estetica che influenza in ogni modo anche uno stile di vita. Disdegnano l’immagine delle veline, delle pupe, delle meteorine, quindi la figura femminile come sfruttamento mediatico.
La loro idea è totalmente diversa, il reggiseno non è più sfilato come cornice ad un femminismo di lotta, ma come presa in giro, esaltazione del fare quello che si vuole, senza tabù e costrizioni, esponendo i difetti (se ci sono) per farli apparire pregi, piacevoli imperfezioni del corpo.
Ed è questo che forse rivoluziona di più l’immagine rispetto all’esaltazione di canoni lontani o underground.
Non siamo davanti a fotografie che ritraggono un corpo quasi nudo che ammicca sensualmente all’altro sesso, ma un corpo che si esprime in concetti fotografici nuovi,(fatti di piccole storie: set) che non trascendono volgarmente nell’erotico o nel pornografico. Un concetto, un nuovo concetto estetico,non c’è nulla di nuovo in un nudo corpo femminile, l’arte ce ne ha regalati tanti e ne regala ancora tantissimi, ma il nuovo sta nell’esaltazione di ciò che spesso viene dispregiato dalla cultura mediatica-televisiva-occidentale, quindi viene elogiato il difetto o la non-perfezione, una taglia che non è necessariamente la 40, un seno che non è forzatamente rifatto, il tutto racchiuso in una armonia moderna di colori e di messaggi alla generazione giovanile.
La SickGirl piace principalmente a se stessa, si decora il corpo con tattoo (non necessariamente!) porta gli abiti come meglio crede e come vuole, colora i capelli e li acconcia secondo un piacere personale, ed è da questo piacere che cresce l’armonia della stessa fotografia che la cattura.
Pensiamo per un attimo a ciò che può significare per le nuove generazioni tramortite da modelli alieni e da regole fisiche stereotipate e fissate dal diavolo televisivo.
Penso che ad una adolescente possa far meglio la visione di una fotografia simpatica di Sickgirl, piuttosto che una puntata televisiva delle Pupe affiancate dai secchioni, che nei salotti televisivi mezze nude recitano Montale.
La sickGirl oltre a presentare una nuova estetica, dove il nuovo sta per “nuova proposta mediatica che fino a poco tempo fa era rilegata nell’underground”, racchiude in se l’intelligenza di una donna del nostro secolo, che ha una bocca per parlare, a differenza delle viste e riviste creature femminili che sfruttano la sola immagine.
Nei loro blog ci sono poesie, pensieri, riflessioni sulla società odierna, sul lavoro, sulle donne, il tutto spesso in chiave ironica, ma è la stessa chiave di lettura della loro immagine che traina quella che io ho definito “la nuova estetica”.
Non c’è rottura con le donne della storia, è una semplice evoluzione dalla contemporanea PinUp degli ani ’50 alle “nuove donne” dei nostri giorni.
E in questo spazio temporale veloce, storico e spesso ostico, si intrufolano le sickgirls e le nuove donne che hanno fatto dell’alternativa uno stile di vita, rompendo le solite strutture estetiche del bello e del perfetto (relativo), partendo dagli ambienti culturali anticonformisti, e facendone di questi una nuova idea figurativa.

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