3 dicembre 2012

Gianna Mazzini

Gianna Mazzini

Comincia la sua attività di regista giovanissima a Firenze con il video musicale Breaking Glass. Un anno dopo si laurea in Storia Moderna. Per la fiction scrive dirige Avuto Abbastanza e Bambagia Blues. Nel 1988 comincia a lavorare per la pubblicità e un anno dopo realizza D come Differenza, spot ufficiale sul tema della differenza sessuale per il 18° Congresso del PCI. Nel 1990 vince, con Imago Mater, il premio come miglior cortometraggio dell’anno al GardaFilmFestival. Sempre nel 1990 gira Mia madre aveva una madre e nel 1991 Tartuca, due film-documento. Nel 1992 gira I pesti riconquistati e altre storie. Nel 1993 pubblica con Einaudi il racconto breve Ho un sorriso attaccato al ginocchio. Nel 1994 dirige al Teatro Lirico di Milano lo spettacolo multimediale Ali, che unisce lirica, balletto classico, danza moderna, immagini in movimento, cori: sul palco si alternano 180 artisti. Dal 1995 al 1997 collabora con il settore Ricerca e Sperimentazione della Rai che si occupa degli scenari tecnologici del futuro. Ancora nel 1997 dirige SdondèoA Cuna, e Il Palio Nero, tre film-arte sulle opere di Massimo Lippi scultore. I film vengono presentati in prima assoluta al gabinetto Viessieux di Firenze. Dal 1998 al 1999 lavora per Rai International a tre serie radiofoniche, sperimentando nuove tecniche di regia audio. Scrive dirige 44 puntate radiofoniche. Una delle tre serie (Un secolo di comiche, la comicità femminile del ‘900) viene acquistata da RadioRai2 e diventa il varietà del sabato sera. Dal 1999 al 2001 lavora per Rai Educational per tre serie de “La storia siamo noi” dirigendo 36 documentari. Nel 2001 vince la Menzione Speciale al Minimum Prize, Università delle Idee di Michelangelo Pistoletto con il progetto “Quel tanto di differenza”. I lavori presentati nell’occasione vengono acquisiti alla Collezione Permanente della Fondazione Pistoletto. Sempre nel 2001 imposta, per Rai Educational, il format della serie tv “Vuoti di memoria” che si occupa di ricostruire le vite di donne e uomini straordinari che la cultura del nostro paese ha, per qualche ragione, dimenticato e scrive e dirige, per quella serie, sei film documento (l’ultimo dei quali, “Senzabrera” vince la Mention d’Honneur al al Fict, Festival Mondiale del Cinema Sportivo). Nel 2002 (fino ad oggi) assume la direzione del settore Immagine e Comunicazione per la Labodif, Istituto di Ricerca, Comunicazione e Formazione che si occupa di strategie segnate dalla differenza di genere. Dal 2003 al 2005 è consulente dell’ufficio Immagine e Comunicazione del Comune di Genova, nell’ambito delle manifestazioni legate a “Genova Capitale Europea della Cultura 2004”. Per loro realizza il film “Una città che cambia” e imposta UC5, progetto di documentazione dei mutamenti urbani. Nel 2007 scrive (con Giovanna Galletti e Luisa Pogliana) Abbracciare l’orso. Storie e riflessioni su lavoro e sentimenti, Guerini e Associati. Dal 2008 tiene seminari e percorsi formativi sul tema della differenza, esperienze dalle quali nascono alcuni film brevi (La Fabbrica che pensa, 2009; Ho un sorriso attaccato al ginocchio 2010). Nel 2011,
fonda, insieme ad altre e altri Fuori dall’ordine, un movimento culturale, che vuole svelare l’inganno del “neutro universale” con la convinzione che portare la differenza in igni campo del vivere e del lavorare crei benessere individuale e della collettività.

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