Campo Aperto All articles
Calcio Femminile

Sette calciatrici italiane che meritano i tuoi applausi (e i riflettori che non arrivano mai)

Campo Aperto
Sette calciatrici italiane che meritano i tuoi applausi (e i riflettori che non arrivano mai)

Aprite la Gazzetta dello Sport di un lunedì qualunque. Troverete pagine e pagine di Serie A, commenti tattici, mercato, interviste ai procuratori. Poi, se siete fortunati e siete nel periodo giusto, magari un trafiletto sul calcio femminile. Se siete fortunati.

Eppure, in Italia, il calcio femminile ha fatto passi da gigante negli ultimi anni. La Nazionale ha raggiunto i quarti di finale ai Mondiali del 2019, la Serie A Femminile ha migliorato il livello tecnico in modo significativo, e alcune calciatrici italiane militano nei migliori club europei. Ma di tutto questo si parla pochissimo, e quando se ne parla è spesso con un tono condiscendente che fa più male del silenzio.

Cambiamo registro. Qui, su Campo Aperto, vogliamo raccontare sette storie che meritano spazio — senza pietismo, senza paternalismi, con il rispetto che si deve a professioniste vere.

1. Cristiana Girelli: la veterana che non smette di stupire

Se il calcio femminile italiano avesse una copertina, Cristiana Girelli ci starebbe benissimo. Attaccante della Juventus Women e della Nazionale, Girelli è il punto di riferimento offensivo dell'Italia da anni. Tecnica sopraffina, intelligenza tattica, capacità di segnare in ogni modo: tre gol in una sola partita ai Mondiali del 2019 contro la Giamaica, con una tripletta che in qualsiasi altro contesto avrebbe riempito le prime pagine per una settimana.

Invece, il giorno dopo, si parlava già d'altro. Girelli, nel frattempo, continua a segnare e a vincere scudetti. Con o senza riflettori.

2. Barbara Bonansea: velocità e cuore bianconero

Compagna di squadra di Girelli alla Juventus, Barbara Bonansea è una delle ali più devastanti del panorama europeo. Velocità bruciante, dribbling secco, senso del gol. Il suo nome è noto agli addetti ai lavori, ma chiedete a un tifoso medio di calcio chi è Barbara Bonansea: vi guarderà con un punto interrogativo sul viso.

Eppure questa ragazza piemontese ha vestito la maglia della Nazionale con continuità per anni, segnando gol importanti in competizioni internazionali. Il problema non è il suo talento. È il sistema che non lo racconta.

3. Valentina Giacinti: l'attaccante che l'Europa conosce meglio di noi

Valentina Giacinti ha giocato in Spagna, al Barcelona e all'Atletico Madrid, prima di tornare in Italia. Questo dice già molto. I club spagnoli l'hanno voluta, investito su di lei, valorizzata. In Italia, la sua carriera è stata spesso accompagnata da meno entusiasmo di quanto meritasse.

Gol, assist, presenza fisica e tecnica: Giacinti è un'attaccante completa che in un sistema mediatico più equo sarebbe sulla bocca di tutti. Invece bisogna andare a cercarla, e questo è un fallimento collettivo.

4. Manuela Giugliano: il cervello della Nazionale

Se volete capire come gioca la Nazionale femminile italiana, dovete partire da Manuela Giugliano. Centrocampista della Roma e pilastro azzurro, Giugliano è il tipo di giocatrice che i tecnici chiamano «il metronomo»: detta i ritmi, smista il gioco, recupera palloni e li trasforma in opportunità.

È anche una delle poche calciatrici italiane con una certa visibilità sui social, dove cerca attivamente di avvicinare i tifosi al calcio femminile. Uno sforzo che non dovrebbe essere lasciato alle singole atlete, ma supportato strutturalmente dalle istituzioni.

5. Lindsey Thomas: talento e doppio passaporto, doppia invisibilità

Nata in Francia ma italiana d'adozione, Lindsey Thomas ha scelto la maglia azzurra e ha dimostrato di meritarla ampiamente. Ala offensiva con una tecnica raffinata e una capacità di saltare l'uomo che pochi sanno replicare, Thomas è uno di quei nomi che gli appassionati di calcio femminile conoscono bene, mentre il grande pubblico fatica a inquadrare.

La sua storia è anche quella di una scelta: poteva giocare per la Francia, ha scelto l'Italia. Un gesto d'amore per un paese che non sempre ricambia con la stessa intensità.

6. Emma Severini: il futuro è adesso

Una delle più giovani della lista, Emma Severini rappresenta la generazione che sta crescendo con il calcio femminile come normalità, non come eccezione. Centrocampista con visione di gioco avanzata per la sua età, Severini è già nel giro delle nazionali giovanili e si sta facendo notare in Serie A.

Investire su di lei — e su calciatrici come lei — non è solo giusto: è strategicamente intelligente. Il calcio femminile mondiale è in crescita esponenziale, e l'Italia rischia di perdere il treno se non inizia a costruire seriamente il proprio ecosistema.

7. Elisa Bartoli: la difensora che nessuno racconta

Chiudiamo con Elisa Bartoli, terzino della Roma e della Nazionale, perché vogliamo sfidare un pregiudizio specifico: nel calcio femminile, come in quello maschile, i difensori vengono spesso ignorati dalla narrazione mediatica. Si parla di attaccanti, di gol, di numeri. Ma senza una difesa solida, nessuna squadra vince.

Bartoli è una delle migliori nel suo ruolo in Italia. Professionale, affidabile, intelligente tatticamente. Il tipo di giocatrice su cui costruisci una squadra. Eppure il suo nome compare raramente nelle discussioni sul calcio italiano, femminile o maschile che sia.

Il problema non è il talento. È il sistema.

Dopo aver letto queste sette storie, una cosa dovrebbe essere chiara: il talento non manca. Manca la volontà di raccontarlo.

La Serie A Femminile è diventata professionistica solo nel 2022. Un ritardo imbarazzante rispetto ad altri paesi europei. Gli investimenti dei club rimangono spesso simbolici. Le trasmissioni televisive sono rare e relegate a orari improbabili. I contratti delle calciatrici, nella maggior parte dei casi, non sono paragonabili a quelli dei colleghi maschi — neanche lontanamente.

Non stiamo chiedendo parità immediata in tutto: stiamo chiedendo rispetto, visibilità e un impegno serio a costruire qualcosa di duraturo. Perché il calcio femminile italiano ha le basi per diventare grande. Ha le calciatrici. Ha il pubblico potenziale. Ha le storie da raccontare.

Ha bisogno solo che qualcuno le racconti davvero.

All Articles

Related Articles

Serie A, dieci anni di illusioni: il campionato italiano è davvero ancora tra i migliori?

Serie A, dieci anni di illusioni: il campionato italiano è davvero ancora tra i migliori?

Token, like e curve deserte: il tifoso italiano si è perso nell'era digitale?

Token, like e curve deserte: il tifoso italiano si è perso nell'era digitale?